sabato 11 giugno 2011

Repubblica, acqua & referendum: "Fenomeno Menfi"

Sindaci, giovani e associazioni cattoliche
chi c'è nella rete bipartizan dei comitati

Quasi tutti vengono dai partiti, ma in questa campagna referendaria si sono mossi da soli, perchè "questa è una battaglia di tutti i cittadini, senza bandiere". I volontari dei comitati per il SI sono scesi in piazza per dare il loro contributo: universitari, attivisti, giovani dei partiti. Gente che la politica la conosce bene, ma che per una volta ha messo da parte i simboli. Tranne quelli per i 4 SI. Il loro impegno è fatto di volantinaggi e porta a porta. Comizi e banchetti informativi. E soprattutto di tanto volontariato.

Ce l'abbiamo messa tutta perchè è la battaglia più importante in cui la gente può decidere davvero il proprio futuro - spiega Mariangela Di Gangi, del Comitato 2 Si per l'acqua bene comune.
Lei, che lavora con Rita Borsellino in questa battaglia, si è spesa con tanti altri della galassia del centrosinistra e non solo.
E' vero, ci sono tante sigle - ammettono i referendari - ma siamo riusciti a ricondurli ad un imopegno comune, aldilà delle appartenenze politiche.
 E non parlano solo delle infinite lotte per la primogenitura all'interno del centrosinistra:
Gangi, Geraci Siculo, Polizzi generosa: sono tutti comuni guidati da sindaci di centrodestra che si sono uniti a noi in questa battaglia - racconta Mariangela Di Gangi, anima del Comitato.
 E in effetti, nel coordinamento degli enti locali sull'acqua, l'appartenenza politica, non sembra contare poi tanto. Un caso per tutti: Michele Botta, Sindaco di Menfi, a lungo esponente di Forza Italia, ora vicino a Forza del Sud, si è pure rifiutato di consegnare la sua rete idrica al gestore privato dell'agrigentino Girgenti Acque:
è una battaglia per un diritto inalienabile, senza colorazione politica. Anche se non ho fatto altro che dare voce alla volontà di una intera cittadinanza.
I referendari parlano addirittura di "Fenomeno Menfi" per descrivere una mobilitazione che ha superato le migliori aspettative.

All'inizio  - ricorda Botta - i comuni della Provincia che si sono rifiutati di consegnare le reti erano 21 su 43, ora sono quasi tutti.
 Insomma, è la battaglia dei cittadini. E dei Sindaci.

(tratto da la repubblica del 11.06.11)

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